Carissimi amici della Fraternità,

oggi 22 novembre la Chiesa ricorda santa Cecilia vergine e martire e patrona dei musicisti. Nella sua Passio infatti si narra che il giorno delle nozze con il nobile Valeriano la santa cantava nel suo cuore: «conserva o Signore immacolati il mio cuore e il mio corpo, affinché non resti confusa». Per questo motivo è tradizione nelle nostre fraternità, il giorno stesso o in prossimità della memoria di santa Cecilia, organizzare una serata di musica e canto per esprimere nostra lode a Dio.

Pubblichiamo di seguito l’estratto di un articolo di sorella Monica Bolzoni, ripreso dal nostro giornalino Ancilla Domini, che ci ricorda il significato del canto nel carisma della nostra Fraternità.

Quale il modo più efficace, più gratuito, più intenso per esprimere il proprio ringraziamento a Dio del canto?

“Cantare è proprio di chi ama” (sant’Agostino). Canta chi ama, l’uomo sedotto dall’amore di Dio prega; quando la fede diviene qualcosa che illumina la vita, la riscalda, diventa canto.

“Io continuo a prediligere quei canti larghi che fanno commuovere il cuore ed aprire l’anima alla contemplazione dell’Amore di Dio. La liturgia non è questione di adrenalina, ma d’amore!” (Padre Pancrazio).

Il canto liturgico non si può collocare in una situazione come quella del concerto o di un qualsiasi momento di preghiera. Il canto liturgico deve integrarsi con l’evento da celebrare, deve mettere insieme qualcosa che non si vede e a cui si rimanda. A volte usiamo il canto come un ornamento, un passatempo; dovremmo forse riscoprirlo come un segno, una finestra che si apre sul mistero, un modo più forte e penetrante per esprimere la nostra fede, per esultare con lo jubilus della gioia. […]

Quando si raggiunge lo stato di preghiera, non è più la musica a essere manifestata, ma attraverso di essa è lo Spirito che celebra la presenza di Cristo. Se la musica non rimanda oltre, è accattivante in se stessa, e acquista potenza disgregante, che divide proprio perché, esaurendosi in sé, non ha la capacità di rinviare all’Altro. Scriveva Bonhoeffer: “dove non si canta in onore di Dio, si canta in proprio onore o in onore della musica. E allora il canto diviene l’inno a un idolo.”

Se la musica è segno del mistero, deve condurci al di là di se stessa. La forza e la presenza dello Spirito facciano scomparire la musica, i cantori, gli attori della liturgia per far vedere e gustare il Cristo celebrato.

Concerto santa Cecilia 2017

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