VENITE A ME VOI TUTTI CHE SIETE AFFATICATI E OPPRESSI ED IO VI DARO’ RIPOSO Mt 11,28

998382_626651607347392_61768394_nEstate, tempo di vacanza! Alcune domande ricorrenti sembrano rimbalzare nei discorsi, sentiti o di circostanza: “Quando vai in vacanza?” “Dove vai in vacanza?” Dopo un anno di lavoro le famose ferie sono spesso tanto sospirate e sognate dalle persone che hanno la grazia di avere il posto di lavoro! Tanti altri trascorrono le vacanze in famiglia perché “è già un miracolo arrivare alla fine del mese con lo stipendio!” Altri ancora vivono il dramma della disoccupazione e magari passano anche questo tempo estivo con tante ferite nel cuore. Sta di fatto che, o per il grande business pubblicitario o per la mentalità acquisita, riempiamo la nostra testa ed il nostro cuore di aspettative idilliache ed a volte stressanti sulle vacanze estive.
P. Pancrazio a volte, spiegando come può succedere molte volte di vivere in modo trepidante le vigilie, citava la poesia Il sabato del Villaggio di Giacomo Leopardi per spiegare che tutto quel priscio, per dirlo alla barese, dell’attesa in un attimo poi, svanisce.
Il termine “vacanza”, dal latino: ‘vacantia’ neutro plurale sostantivato di ‘vacans’, participio presente di ‘vacare’ significa essere vuoto, libero, quindi indica qualcosa da riempire, ma… di cosa? Di chi? Come risponderemmo alla domanda: per te vacanza = cosa? Riposo? E se è così, allora perché capita spesso a molti di tornare dalle vacanze più stanchi di prima?
Allora, mettiamoci in Ascolto delle parole di Gesù….
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, ed io vi darò riposo”. Mt 11,28
Gesù invita i suoi amici a stare per un po’ in disparte. Li chiama a sé e si ritirano INSIEME in un “luogo solitario”. Il termine greco significa anche “deserto”, il luogo in cui Israele incontra Dio, durante il peregrinare verso la Terra Promessa. Non si tratta solo di riposo fisico, ma intimità e familiarità con Lui.
Non è quindi forzatura se cerchiamo di vedere in questo invito, una qualche indicazione sul senso cristiano delle ferie. Tornando all’etimologia del termine vacanza quindi possiamo dire che Gesù chiamando i suoi in disparte, ancora una volta ci richiama all’essenziale, come ha fatto proprio a Betania con Marta: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta». Gesù ci invita in disparte, non per non aver nulla, ma per poter avere Lui, senza intralci, lui che è il Tutto. In Gesù, con Gesù, anche le famiglie ed i giovani possono vivere vacanze di vera pace, gioia e fraternità, rispettando pienamente tutto quello che risponde alla loro vocazione di genitori e figli.
Anche per noi religiosi, che non andiamo in vacanza ma trascorriamo dieci giorni all’anno in famiglia, corriamo comunque il rischio di assecondare la tentazione di riempire questo tempo delle molte cose di cui Gesù parlava a Marta! Ma il riconoscimento di questa nostra povertà diventa un’occasione per cercare ancora e sempre più Lui che è la gioia!

Essere buoni cristiani in vacanza non significa certo stare tutto il giorno a mani giunte, in montagna o in spiaggia, quanto piuttosto liberare il cuore dai molti impicci che ci tolgono la gioia della libertà dei figli di Dio, per stare con Lui, invitandolo a stare tra noi e in noi!

Non sii talmente dedito all’attività di Marta da dimenticare il silenzio di Maria, la Vergine Madre che si ben concilia l’uno e l’altro ufficio ti sia di dolce modello e di ispirazione.”

Penso che queste parole di San Pio a noi tanto care siano salutari a livello universale, anche e soprattutto in vacanza! E allora Buone Vacanze a tutti!!!

Articolo di Sor Sara Farci