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CHI SIAMO

 

La Fraternità Francescana di Betania è un Istituto di Vita Consacrata di diritto diocesano composto da fratelli, sia chierici che laici, e da sorelle che si consacrano a Dio mediante i voti pubblici di castità, povertà ed obbedienza.
Il carisma della Fraternità si esplica nella preghiera e nell’accoglienza, elementi caratteristici della Betania evangelica, vissuti in un profondo contesto di vita fraterna. La Beata Vergine Maria, che ha vissuto in perfetta armonia la preghiera e l’accoglienza è il modello alla quale guardiamo.

 Spiritualità Mariana

05_CfMaria, Ancella del Signore è il modello sublime della vita consacrata ed è anche la porta che ci introduce al mistero di Cristo. La spiritualità della nostra Fraternità è ispirata dall’incommensurabile mistero dell’Incarnazione, attraverso il quale si realizza il progetto salvifico di Dio che è passato per il fiat di Maria.
Maria di Nazareth ci insegna a conciliare il fare di Marta e il silenzio di Maria mostrandoci che non sono due uffici dislocati nel tempo o separati ma due uffici che si risolvono nell’unità di vita di una persona: accogliere Gesù come Dio nella mia vita. La Beata Vergine Maria accogliendo Dio nel suo grembo ha accolto tutti gli uomini, anzi, l’accoglienza di Dio in Gesù Cristo è stata la condizione per poter accogliere tutti gli altri. Maria di Nazareth ci insegna che Betania non è dunque un simbolo di accoglienza generica ma è il mistero dell’accoglienza della persona di Gesù Cristo e dentro l’accoglienza di Lui si giustifica, si motiva, si sorregge e si alimenta ogni altra forma di accoglienza.

Spiritualità Francescana

05_CfS. Francesco d’Assisi, per ispirazione divina, imitando la vita di Cristo e dei suoi discepoli, diede origine ad una forma di vita evangelica che chiamò fraternità. Per questo egli è per noi maestro impareggiabile di comunione fraterna. Francesco ha la concezione del fratello come dono di Dio, indipendentemente dalle caratteristiche umane. Ogni fratello è un dono da accogliere, una provocazione di Dio a crescere nell’amore, nella gratuità che sgorgano soltanto da un cuore umile. E per noi è anche modello di semplicità che è la via privilegiata per il cammino di unificazione dell’uomo con Dio, la fonte di ogni comunione fraterna e la medicina contro ogni divisione. La bellezza della vita semplice e la ricchezza della vita fraterna, che si traducono in massimo grado nell’attenzione caritativa verso il fratello più piccolo, sono la preziosa eredità della tradizione francescana. Da Francesco attingiamo anche la gioia evangelica ovvero quella perfetta letizia cara compagna del Serafico Padre che diventa la luminosa testimonianza dell’adesione al Vangelo.

Il nostro Fondatore e la fondazione

 

2Nicola Gaudioso, in religione Padre Pancrazio, nato a Bari il 15 novembre 1926, ultimo di sei figli, entra nella famiglia dei frati minori cappuccini di Puglia all’età di tredici anni, il 10 dicembre 1939, veste l’abito religioso come fratello laico il 13 maggio 1942 e professa i voti temporanei il 19 giugno 1943 ad Alessanno (LE). Il 23 novembre 1947 emette la professione perpetua nella Santa Casa di Loreto dove è arrivato l’anno precedente  a servizio del Santuario.

Dal 1950 diviene figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina che, a seguito di una sua precisa richiesta, nel 1959 gli scrive di suo pugno un programma di vita a tergo di un’immaginetta che illumina la sua vita spirituale e diviene profezia del carisma della futura Fraternita Francescana di Betania (FFB):

“Non si talemete dedito all’attività di Marta da dimenticare il silenzio di Maria. La vergine Madre che si bene concilia l’uno e l’altro ufficio ti sia di dolce modello ed ispirazione”

p. Pio Capp.no

Nell’ultimo incontro con san Pio, nel luglio del 1968, questi gli comunica il desiderio del Signore che egli intraprenda il cammino per diventare sacerdote. Così, il 18 marzo 1973 fra Pancrazio viene ordinato sacerdote a Loreto.

La Fraternita Francescana di Betania viene fondata del 1982 da Padre Pancrazio. Iniziamente costituitasi come associazione “Casa Betania”, nel 1987 viene eretta dal servo di Dio Antonio Bello, vescovo della Diocesi Molfetta – Giovinazzo – Ruvo – Terlizzi, quale associazione pubblica di fedeli. Lo stesso Mons. Bello nel 1992 consulta la Santa Sede chiedendone l’erezione in Istituto di Vita Consacrata con il nome di Fraternita Francescana di Betania.

Con l’autorizzazione della competente Congregazione vaticana, l’8 dicembre 1998, solennità dell’Immacolata, il nuovo Vescovo della Diocesi, Mons Donato Negro, firma il decreto che riconosce la Fraternità come Istituto di Vita Consacrata di diritto Diocesano e ne approva le Costituzioni ad experimentum.

P. Pancrazio è stato Superiore Generale per due mandati: dal 1999 al 2005, e dal 2005 al 2011. Dal 2011 in poi ha continuato a vivere nella fraternità di Terlizzi, trasmettendo a ciascun fratello e sorella lo spirito e il carisma della Betania evangelica. P. Pancrazio N. Gaudioso è morto il 3 gennaio 2016.

I tre pilastri del carisma

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La preghiera

È il primo pilastro del nostro carisma perché precede gli altri e in un certo senso li genera. La preghiera è invocare la presenza di Cristo tra noi, presenza che costruisce la fraternità; è l’intimità di ciascuno con Gesù Cristo, è l’alimento indispensabile per mantenere vivo il fuoco dell’amore vero che ci rende capaci di un’autentica vita fraterna e una vera accoglienza. ll nostro Istituto ha un ampio tempo di preghiera comunitaria che comprende un po’ tutte le forme di preghiera cristiana.

01_PrLa Celebrazione Eucaristica, “Fonte e culmine di tutta la via cristiana” (LG 11) è per noi il vertice della preghiera comunitaria e il centro di tutto nostro bene spirituale.

02b_PrLa Liturgia delle Ore scandisce il ritmo della nostra giornata santificando tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode divina.

03_PrLa Preghiera notturna, sull’esempio di Gesù Cristo e della maggior parte dei santi, è fondamentale per la vita
del nostro Istituto.

04b_PrIl Santo Rosario esprime il nostro culto speciale alla Vergine Madre di Dio e unisce la meditazione dei misteri della vita di Cristo e della Chiesa alla preghiera del cuore.

05_PrL’ Adorazione Eucaristica, la meditazione della Parola di Dio e la lode spontanea sono altre forme presenti nella nostra vita di preghiera.

 

L’accoglienza

 Cristo è per eccellenza il testimone di un Dio accogliente, per questo l’accoglienza è un modo di essere indispensabile per il cristiano. Gesù a Betania è accolto come Signore e Maestro, come un amico e come un fratello. in quella casa Egli dona se stesso e allo stesso tempo accoglie senza riserva il dono altrui (cfr. Lc 10,38-42; Gv 11,1-44; 12,1-3). Condividendo i diversi momenti della nostra giornata, chi viene nelle nostre Case può trovare nella preghiera, nei sacramenti e nella vita fraterna, un incontro vero e vivificante con Gesù.

La nostra accoglienza è rivolta: a quanti cercano Dio; a coloro che vogliono fare un’esperienza più profonda di Dio; a chi sta percorrendo un cammino di discernimento vocazionale; ai sacerdoti ed ai consacrati affaticati e talvolta svuotati dagli impegni apostolici che vogliono ritrovare l’intimità con il Maestro; alle famiglie, comunità di vita e di amore fondata sul sacramento del Matrimonio, che intendono riscoprire la bellezza e la grandezza di questa vocazione; ai giovani disorientati; a coloro che sentono la necessità di ritirarsi spiritualmente dalla frenesia della quotidianità per rimanere un po’ nel silenzio, specialmente ai piedi di Gesù.

La vita fraterna

Un’attenzione particolare è riservato alla vita fraterna. La Betania evangelica era la casa di Marta, Maria e Lazzaro: due sorelle e un fratello che godevano della presenza di Gesù di Nazareth e della sua amicizia vissuta in un clima di famiglia. La nostra Betania è la casa di fratelli e sorelle che condividono la stessa vita invocando ogni giorno la presenza di Cristo. La vita fraterna è il primo ambito di accoglienza che deve realizzarsi innanzitutto verso il fratello e la sorella che il Signore ci ha messo accanto. Essa è il banco di prova per la coerenza della vita cristiana, è l’ambito certo per realizzare l’amore di Dio e uno specchio per vedere le proprie miserie ed esercitare tutte le virtù. Per cui “fratello” e “sorella” non sono semplicemente un titolo, ma ciò che siamo realmente e che siamo chiamati a realizzare tra noi, tra la gente e per la Chiesa. La testimonianza della vita fraterna diviene il nostro primo mezzo di evangelizzazione. É il Cristo stesso che ha detto: “da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”(Gv 13,35).

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